O come mai questo blog??

Dal 2011 mi sono dato all'escursionismo, un modo alla fin fine più semplice e diretto per stare a contatto con la natura. Del resto, come potete vedere qui a fianco, già da piccolo ero un in-tenditore in materia..eheh. Certo, c'è (o c'era, visto che ormai da più di un anno non la pratico più..) anche la pesca, come per qualcun altro può esserci la caccia, o la raccolta funghi ecc., ma quasi tutte in comune hanno secondo me un grosso limite: il fatto di considerare la natura come un "veicolo" per il raggiungimento di un certo grado di soddisfazione, e non essa stessa il fine. In un certo senso, è come se debba esserci sempre un profitto finale. Le escursioni invece non sono nient'altro che il sano desiderio di passare un po' di tempo immersi nella nostra natura, osservarla, e basta.

mercoledì 14 dicembre 2011

Anello dell'Amiata


Lunghezza = 29 km
Durata = 8 h
Difficoltà = media
Altitudine max. = 1280mt. s.l.m.

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L’Anello dell’Amiata, come dice il nome, è un classico itinerario da trekking nonché ciclabile nella maggior parte del percorso, che descrive un cerchio tutto intorno al Monte Amiata, fra quote comprese tra i 950 mt. e i 1300 mt. di altitudine.

Il percorso si snoda fra bellissimi sentieri nei boschi di faggi e castagni, con alcuni tratti su strade più agevoli, comunque sterrate. L’intero tracciato è segnato, benché in alcuni punti necessiterebbe di qualche aggiornamento..

Clicca per ingrandire e scaricare la cartina  [in blu il percorso]*

La lunghezza totale dell’anello è di circa 29 km, una distanza che può essere affrontata anche in un solo giorno, per i più allenati. In ogni caso, il dislivello positivo di quasi 1600 mt, consiglia magari di affrontare l’escursione dividendola in due giorni, anche per gustarsi meglio il favoloso ambiente offerto dal Monte Amiata, con possibilità di dormire sia in tenda, nelle stagioni più consone, oppure approfittando della sosta ad Abbadia San Salvatore, l’unico centro abitato lambito dal tracciato dell’Anello.

Lungo il percorso troveremo almeno 2 fonti d’acqua attive, Fonte delle Monache e Fonte Capo Vetra, anche se nei mesi estivi è tutta da verificarne la portata. Tra l’altro si trovano in posizioni ideali, perfettamente speculari tra loro rispetto al tracciato. In ogni caso per gli eventuali rifornimenti rimane sempre la possibilità offerta da Abbadia San Salvatore nonché dal Ristorante Gatto d’Oro, che troveremo proprio lungo il percorso.

La partenza a Madonna del Camicione
Breve tratto seminascosto

A parer mio non esiste un periodo migliore per affrontarlo, perché le faggete dell’Amiata secondo me sono bellissime in qualunque periodo dell’anno (io ci sono andato proprio ai primi di Dicembre), comunque, com’è ovvio, la primavera inoltrata e l’autunno rimangono i classici periodi migliori, anche se il fresco offerto dagli ombrosi boschi sono una valida alternativa alla calura estiva…

La cartografia utilizzata è la Mappa Escursionistica Kompass 653 (Pienza,Montalcino,Monte Amiata).

Dal Prato delle Macinaie, dove potremo lasciare la nostra auto, riscendiamo lungo la strada asfaltata per poco più di 1 km, fino all’area attrezzata di Madonna del Camicione, da dove inizia il nostro anello, che ovviamente possiamo intraprendere in entrambe le direzioni. Andando verso sud, affronteremo inizialmente più dislivelli in discesa che in salita.

Faggete incantevoli
Fonte delle Monache
Dopo un bel tratto misto nella faggeta, ai piedi de La Montagnola, dove troveremo un’altra area attrezzata con una fonte in secca, riscendendo raggiungeremo in breve una strada sterrata che va a confluire dopo poco in un’altra più larga sterrata che va in direzione di Arcidosso, noi invece attraversiamo questa nuova sterrata e proseguiamo dritto lungo uno stretto sentiero fra due recinzioni, probabilmente nascosto da un po’ di vegetazione; finito il tratto “scomodo”, dopo una breve risalita arriveremo alla confluenza con la strada asfaltata in corrispondenza del ristorante Gatto d’Oro.

Suggestivi passaggi nelle faggete
Capanno lungo il sentiero
Attraversiamo la strada e proseguiamo. Ora e per un lungo tratto si tratterà di una comoda sterrata che arriverà fino ai piedi del Poggio Trauzzolo. Arrivati ad un quadrivio, proseguiamo a dritto costeggiando una pineta e successivamente, ad una curva in discesa a destra, lasciamo la sterrata per intraprendere a dritto il bel sentiero che sale velocemente verso Fonte delle Monache. In alcuni tratti questo sentiero è molto suggestivo.

A Fonte delle Monache potremo riposarci e rifocillarci, approfittando anche della fresca e buona acqua.
Dopo Fonte delle Monache, si risale per un po’, attraversando anche la strada asfaltata proveniente da Saragiolo/Piancastagnaio, e addentrandoci in una nuova faggeta dalle ineguagliabili tinte. Successivamente la strada si allarga, entra in una pineta e comincia la lunga e progressiva discesa verso Abbadia San Salvatore. Dove finisce la faggeta, cominciano i castagni, preludio all’arrivo al Podere Cipriana, altra zona attrezzata come punto di sosta. Dopo il Podere Cipriana, inizia la pineta di cui sopra. Mentre scendiamo anche attraversando lunghi tornanti, troveremo sulla sinistra una pittoresca capanna rifugio in legno, per metà interrata; un ottimo posto per una foto ricordo.

Podere Cipriana
Vecchia miniera ad Abbadia S.Salvatore

Finita la pineta, ormai prossimi ad Abbadia San Salvatore, c’è un tratto di bosco misto fra castagni e querce, la strada è ora larga e sterrata, in breve arriveremo alla via asfaltata che sale da Abbadia verso la vetta del Monte Amiata, in direzione del Rifugio Amiatino. Possiamo scendere in direzione del paese, se il nostro tour dura due giorni, o proseguire l’anello svoltando a sinistra e prendendo la sterrata che sale decisa verso l’Elmeta, dove si trova una chiesa e un mausoleo. Arrivati in corrispondenza di questi due manufatti, dobbiamo salire ripidamente sulla destra il costone del poggio per poter rientrare in una larga sterrata che prosegue in quota fra castagni. Da qui avremo anche un bel panorama su Abbadia e sul lontano Radicofani.

Bel castagneto dopo F.te Acquapassante
Alta e ombrosa pineta
Inizia una discesa che ci riporterà fino alla strada asfaltata di Abbadia, in corrispondenza dell’area attrezzata Fonte Acquapassante (in secca). Seguiamo la strada asfaltata per poche decine di metri, poi sulla destra prendiamo la strada sterrata. Dopo poche altre decine di metri, in corrispondenza di due poderi, la strada si biforca, noi prendiamo la via a sinistra, per non perderci un altro bel passaggio in un incantevole castagneto, dopodiché, mantenendoci sulla destra, rientreremo nell’altra strada sterrata della biforcazione precedente. Scendiamo fino ad arrivare ad un nuovo podere, che aggireremo fino ad un cancello in legno in fondo a un piccolo campo. Superiamo il cancello e teniamoci sulla sinistra, salendo leggermente fra i castagni.

Tratto finale della bellissima faggeta
Il rifugio Capo Vetra
Arriveremo ad un campo, aggiriamo il podere sulla destra e proseguiamo fino in fondo al campo salendo; a questo punto inizierà un tratto in pineta dove riprenderemo quota velocemente. Superata la pineta inizierà un breve tratto di faggeta molto bello, fino al superamento di un fosso. Un’altra incantevole pineta ci aspetterà. Qui i pini sono altissimi e con le loro fitte fronde rendono abbastanza “buio” il passaggio e quindi molto pittoresco. Usciti dalla pineta ricomincerà la faggeta e, secondo me, anche il tratto più bello dell’intero Anello dell’Amiata. Infatti per un lungo tratto che non presenta importanti dislivelli, saremo letteralmente circondati da questa faggeta che sembra perdersi a vista d’occhio, intervallata da grossi e tipici macigni che quassù all’Amiata una mano invisibile sembra aver depositato chirurgicamente.

Terminato questo bellissimo tratto, riscenderemo progressivamente fino alla confluenza con la strada asfaltata, in corrispondenza del rifugio forestale Capo Vetra e dell’omonima fonte (attiva) e zona attrezzata.


Fonte Capo Vetra
Ultimo tratto dell'Anello
Proseguiamo attraversando la strada asfaltata, da ora in poi, salvo alcuni brevi tratti, sarà prevalentemente tutto in salita, in quanto ci dovremo via via riportare in quota per concludere l’Anello a Madonna del Camicione. Dopo la strada asfaltata inizialmente avremo una zona mista fra pini e castagni, successivamente entreremo nuovamente fra i faggi, in corrispondenza del superamento di alcuni fossi in secca. Il sentiero sale progressivamente fra larghi tornanti mai impegnativi, fino a raggiungere nuovamente la strada asfaltata poco prima di Madonna del Camicione, il nostro punto di partenza. Adesso una bella foto celebrativa è d’obbligo!!!


3 commenti:

  1. Ciao Mago!
    Intanto ti faccio i complimenti per il blog che l'ho trovato per caso ed è molto interessante, piacevole da leggere e ben scritto!
    Io sono di Grosseto e mi piace correre, principalmente mi piace correre nei boschi (conosco bene Montebottigli, Scagliata, Nomadelfia, Monteleoni versante Montorsaio): ad esempio l'anello che ho trovato che hai fatto partendo da Sticciano non l'ho mai fatto!
    Mi interessava però provare l'anello dell'amiata dato che affidarsi ai segnali della zona è come andare di notte, ma ho notato che i file non sono più scaricabili... non è che tante volte c'è la possibilità di avere la traccia?

    Grazie e a presto
    Tommaso

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