O come mai questo blog??

Dal 2011 mi sono dato all'escursionismo, un modo alla fin fine più semplice e diretto per stare a contatto con la natura. Del resto, come potete vedere qui a fianco, già da piccolo ero un in-tenditore in materia..eheh. Certo, c'è (o c'era, visto che ormai da più di un anno non la pratico più..) anche la pesca, come per qualcun altro può esserci la caccia, o la raccolta funghi ecc., ma quasi tutte in comune hanno secondo me un grosso limite: il fatto di considerare la natura come un "veicolo" per il raggiungimento di un certo grado di soddisfazione, e non essa stessa il fine. In un certo senso, è come se debba esserci sempre un profitto finale. Le escursioni invece non sono nient'altro che il sano desiderio di passare un po' di tempo immersi nella nostra natura, osservarla, e basta.

giovedì 15 marzo 2012

Anello Monte Arsenti

Lunghezza = 18,5 km
Durata = 5 h
Difficoltà = media
Altitudine max. = 500mt. s.l.m.
Dislivello + totale = 450 mt.



Sotto Massa Marittima si trova un’ampia conca pianeggiante, prevalentemente sotto i 200 mt di altitudine, racchiusa, oltre che dal poggio di Massa Marittima appunto, da un lungo complesso collinare al quale fa capo il Monte Arsenti con i suoi 535 mt di altezza, e dalle cui pendici si forma il fiume Pecora. Questa zona pianeggiante, solcata dal Pecora, è l’inizio di un’ampia zona rurale disseminata di poderi, e chiamata comunemente Marsiliana.

Clicca per ingrandire e scaricare la cartina [in blu il percorso]*

Osservando il Monte Arsenti da Massa Marittima, quando tutti i giorni torno da lavoro con il pullman, mi sono spesso soffermato con la vista su un piccolo uliveto che, solitario, sbuca in mezzo al verde circostante dei poggi, che qui sono quasi interamente dominati da macchia mediterranea. Sembra davvero inconsueto per l’ambiente circostante, e mi sono sempre chiesto da dove lo si potesse raggiungere, magari proprio per osservare Massa Marittima da lì. Osservando sia la Cartina Escursionistica delle Colline Metallifere, sia Google Earth, ho visto che la rete sentieristica numerata passa proprio a fianco di questo piccolo campo coltivato a ulivi, precisamente il sentiero n.32. E’ così che è nata l’idea di questo anello sentieristico che costeggia tutto il pianoro di Marsiliana passando dai vari poggi che la circondano. La lunghezza è di tutto rispetto, quasi 19 km, tuttavia il dislivello in salita complessivo, che non supera i 500 mt., non rendono assolutamente proibitiva questa camminata, se effettuata ovviamente con la dovuta calma. Per me, era soprattutto un’occasione per “macinare” km in vista di ben altri, prossimi, impegni… L’anello solca interamente sentieri segnati, quindi senza possibilità di sbagliarsi. La partenza e l’arrivo la possiamo decidere a nostro piacimento, personalmente ho trovato comodo lasciare l’auto in una piazzola lungo la SR439, conosciuta come la “variante sotto Massa”.

Il campo di ulivi solitario, ben visibile a centro foto
E’ il 10 Marzo 2012, la mattina inizio questa escursione presto, alle 6.30, perché voglio percorrerla tutta in mattinata. Le giornate sono già allungate di molto, a quest’ora c’è già molta luce, tuttavia una tondeggiante e accesa Luna si ostina a rimanere sospesa nel cielo. Il sentiero 32 si trova a circa 100 mt da dove lascio l’auto, in un punto dove passa sotto un ponticino, oltrepassando la variante e gettandosi nella sottostante vallata del torrente Sata. Il cielo è sereno, ma c’è molto vento, ed è tutto grecale, quindi, anche se la temperatura non è molto bassa, dai 6 agli 8 °C, le bordate di vento trasmettono una sensazione di freddo più acuita, soprattutto, e ovviamente, nelle pause.


Salita sul versante del Monte Arsenti
Arrivo all'uliveto solitario











La discesa fino al torrente è breve, da lì comincia la salita sul versante nordest del Monte Arsenti, non è una salita particolarmente impegnativa, si tratta per lo più di una strada sterrata molto agevole, che a tratti si restringe, come in occasione del guado di alcuni fossi in secca. Tra l’altro è l’unica vera salita di una certa entità di tutto l’anello, quelle che incontreremo più avanti saranno tutte brevi o di facile pendenza. Intorno la macchia mediterranea sferzata dal vento alterna leggeri sibili a frastuono più rombante, per le orecchie non è una passeggiata tranquilla, questa. I suoni del bosco, degli animali, sono tutti azzerati.

MagoZichele nell'uliveto "segreto"...
La strada sterrata - sentiero n.34








Dopo circa 2,5 km arrivo al famoso uliveto “segreto”, appena vi entro un capriolo fugge veloce, ma mi fermo solo un po’ per osservare Massa Marittima da quest’altro lato, che non è certo la migliore visuale possibile. Riprendo il cammino e in breve arrivo alla confluenza con la ancor più larga e comoda sterrata proveniente da Pian dei Mucini. Qui svolto a sinistra, verso il Monte Arsenti; il sentiero prende da ora la numerazione 2, per circa un km, dopodiché entreremo nel sentiero n.34 che percorreremo interamente per tutti i suoi 11 km. La strada adesso come detto è una sterrata molto larga e, personalmente, ritengo poco appagante. Si arriva in breve a Cava alla Rena, un’area di sosta attrezzata della Comunità Montana dove si trova l’omonima fonte. Purtroppo sono ben evidenti gli effetti dei passati e demenziali atti di vandalismo che hanno colpito quest’area.

Veduta di Piombino e Isola d'Elba
Veduta su Monterotondo








Proseguo spedito, la strada ora è ben coperta dall’azione diretta del vento, e piano piano comincia ad arrivare qualche raggio di sole a scaldare un po’. La salita si fa leggermente più ripida (ma niente di davvero difficoltoso) fino ad un leggero tratturo dove la strada spiana a quota 500 mt di altitudine: siamo arrivati al bivio con l’eventuale, per chi volesse farla, deviazione che copre gli ultimi 35 mt ed arriva alla vetta del Monte Arsenti. Non ho voglia di farla, anche perché ho ancora molti km davanti a me, quindi proseguo, superando anche la stradina che, poco dopo, porta ad una caratteristica chiesina.


Sentiero 34 dopo Pod. Bruscolini
Da adesso in poi la strada è un continuo e leggero saliscendi, con isolati tratti in cui ai lati come davanti, il panorama, altrimenti coperto dalla spessa cortina di macchia mediterranea, si apre un po’. In un’occasione, ecco di fronte a me una bella visuale sulla piana di Torre del Sale, Piombino e l’isola d’Elba. Più tardi, al bivio con il sentiero segnato 18, un’altra bella visuale verso Monterotondo e il suo camino di raffreddamento. Qui il vento è molto forte, quindi solo una veloce foto, perché sento gelarmi addosso il sudore.

Sono passate da poco le 8.00 quando, nei pressi di due grossi sassi lungo la strada, decido di fermarmi per una pausa e prendermi il consueto, di questi tempi, the caldo. Purtroppo in questa zona non c’è verso di trovare un buco riparato dal vento, per cambiarmi la maglia ed avere un po’ di protezione devo infilarmi in mezzo alla macchia. Riparto e dopo poco arrivo all’attraversamento della strada interpoderale che va in direzione di Montebamboli, lentamente e progressivamente si va calando di altitudine.


Vista su Niccioleta
Cùcù! Prata fa capolino da lontano









Subito dopo, nei pressi del Podere Bruscolini, due cani, macché dico, due cavalli che abbaiano furiosamente, mi vengono incontro, incuranti delle urla di richiamo dei loro padroni. Va beh, dico, c’è la recinzione, no? Meeglio…con nonchalance in un attimo i due cani la oltrepassano e mi vengono incontro. Sono già pronto ad arrampicarmi su un vicino albero quando infine, come speravo, i cani cominciano a scodinzolare. Fiuu…meglio farseli amici certi bisonti domestici.

Panorama dal Poggio di Becone
Massa M.ma vista dalla dritta di Marsiliana








Superato questo podere, il sentiero per un breve tratto risale un piccolo fossetto in secca, per poi rientrare in una nuova strada un po’ meno battuta, quindi sicuramente più “selvatica”, se non fosse per l’alta rete metallica che costeggia il lato sinistro delimitando i confini di un’azienda venatoria locale. Si supera in sequenza Poggio Bruscolini e Poggo di Becone fino ad iniziare una più pronunciata discesa, in direzione del Podere Acquerello. Finalmente, d’un tratto, complice il taglio del bosco, arrivo in un bel punto panoramico, da dove riconosco, da una prospettiva diversa, Niccioleta e soprattutto Prata, che sbuca da un preciso avvallamento dei poggi antecedenti. Dietro a tutto, la sagoma scura del Poggio di Montieri e dei Poggi di Prata. A sinistra il lungo versante sudest del Monte Arsenti, la piana sottostante, e a destra il poggio sul quale è arroccata Massa Marittima.

Il Mago ormai dove passa fa proseliti!!!
Continuo a scendere e in breve arrivo al bellissimo Podere Acquerello, sistemato proprio al confine fra la macchia mediterranea e la parte terminale più scoperta di Poggio di Becone. Sotto al podere Acquerello, dopo un paio di curve, in corrispondenza di un vecchio pozzo, è stato allestito un terrazzino naturale con vista Massa M.ma dove eventualmente rilassarsi. Si supera gli ultimi poderi a ridosso di Poggio la Lodola ed infine si raggiunge la strada asfaltata pianeggiante in corrispondenza di un ponte sul Fiume Pecora. Quando entro nella strada, arriva una Panda blu con alla guida una ragazza che di proposito si ferma in corrispondenza di un cartello segnaletico per leggere un foglio affisso. Lì per lì la prima cosa che mi viene in mente è che si tratti di indicazioni per qualche festa, o festeggiato (non penso mai al peggio…), invece, sentite un po’ qua: passo a fianco della Panda e getto una rapida occhiata al foglio, dove spicca a caratteri cubitali in rosso la scritta MAGO ZICHELE!!! Non ci posso credere, e non c’è bisogno di scervellarsi per capire lo scherzo (o il simpatico pensiero? Mah…) che mi ha combinato l’amico e collega di lavoro Simone, più comunemente detto Lillo. Sembra proprio che la popolazione Marsilianese abbia voluto omaggiare il passaggio del Mago in queste terre! Che suonato… Aspetto che la ragazza finisca di leggere il foglio, e controllo anche che non si faccia il segno della croce qualora lo avesse scambiato per un necrologio (in quel caso sarebbe partita la tipica mossa per gli scongiuri del caso), e poi lo stacco e me lo porto dietro. A questo punto, mentre mi incammino per il lungo drittone di quasi 1,5 km, telefono allo strullo, ma inizialmente senza risposta.


A metà dritta mi fermo per paio di foto verso Massa, che ora è magnificamente visibile, e per riprendere con la fotocamera il percorso ideale compiuto dalla mattina. Sono quasi a 15 km, non li sento però esageratamente sulle gambe, e questo è per me un buon segno. Finalmente Simone mi risponde, sono le 10.00 ed era ancora a letto, l’aveva ripresa grossa anche ieri sera? Chissà… Scherzi a parte lo ringrazio per lo scherzo, e lui mi fa capire che di fogli ce ne sono ancora altri affissi qua e là. Insomma, l’aveva pensata proprio bene. Dopo poco infatti, su un altro cartello, altri ringraziamenti. Altri verranno segnalati nei giorni a seguire, da gente che mi credeva scomparso o fuori di testa (ma figurati se li andavo ad autoattaccarmeli…).

Il Mt.Arsenti visto dalla piana
La vecchia ferrovia Massa-Follonica










Nel frattempo, ultimato il drittone asfaltato, si svolta a destra e dopo poco a sinistra, salendo ripidamente lungo il sentiero n.33 che passa sul ponte sopra la variante di Massa. Superato il ponte, dopo un paio di curve, lasciamo la strada asfaltata e prendiamo a sinistra un sentiero che una volta era nientepopodimenoche la vecchia ferrovia Massa-Follonica. Il tratto adesso è pressoché pianeggiante fino al rientro all’auto, è una zona esclusivamente dominata da orti e annessi agricoli. Quando arrivo alla macchina mancano circa 10 minuti alle 11.00, il gps ha conteggiato 3h e 25 min netti, non mi posso lamentare. Una bella sgambata culminata con gli omaggi ricevuti dalla “popolazione” di Marsiliana!!

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